La verità è che qui è montagna e il Gran Sasso,
che domina la conca, non è soltanto
la vetta più alta dell'Appennino, ma una specie di severa sentinella,
di gendarme dei costumi e di quel decoro di cui gli aquilani van giustamente fieri,(...).
Il Gran Sasso è il padre dell'Aquila, ed il marito della Maiella.
(Carlo Castellaneta, Una cima per due, ed. Rizzoli, Milano 1981)
La maggior parte di coloro che decidono di visitare L'Aquila (capoluogo della Regione Abruzzo, 721 metri sul livello del mare) e i suoi sconfinati e suggestivi dintorni, non sa di aver già visto le meraviglie di questo territorio in numerosissimi film e spot pubblicitari. Registi di tutto il mondo hanno scelto il territorio aquilano quale set ideale poiché offre, al contempo, sia l'elemento storico-architettonico - incantevoli borghi medievali e interessanti siti archeologici - che quello naturalistico: vaste aree soggette a parco, colline rigogliose e montagne suggestive.
È sufficiente rilassare lo sguardo sull'altopiano carsico di Campo Imperatore, vera e propria "perla" del Gran Sasso, perché riaffiori il ricordo di uno scenario mozzafiato tante volte ammirato in film importanti, oppure in accattivanti spot pubblicitari.
"King David" con Richard Gere (1985), "Amici miei atto II" con Ugo Tognazzi (1982), "Lo chiamavano trinità" con Bud Spencer e Terence Hill (1970), "Serafino" con Adriano Celentano (1968), sono solo alcuni dei film ambientati nel comprensorio del Gran Sasso d'Italia, poiché la versatilità del territorio aquilano permette di ricostruire location storiche oppure di dar vita ad altre più futuristiche.
Un altro elemento che accentua la bellezza del paesaggio aquilano è l'intensità e la nitidezza della luce diffusa. Per meglio comprendere le sensazioni che scaturiscono osservando questa particolare caratteristica di così tanta luminosità, si riporta di seguito la descrizione fatta dallo scrittore Guido Piovene in Viaggio in Italia, edito da Mondatori, 1957:
Una luce già di montagna splende nelle vie dell'Aquila, e penetrando anche nei vicoli più stretti dei quartieri vecchi, porta uno scintillìo nell'ombra. [...] Lo sguardo, appena trova un varco, subito va lontano, con l'immediatezza di un corpo sommerso che viene a galla, fino al Gran Sasso ed al Sirente, dominanti la vasta vallata.
Sarà la maggiore presenza di ossigeno nell'aria, l'altitudine oppure il riverbero del mare a rendere il cielo vivido ed intenso. All'occhio attento di tanti registi non è sfuggito questo elemento naturale così determinante per la buona riuscita delle riprese, percepibile sia d'inverno, quando le frizzanti giornate di sole riflettono le abbaglianti cime innevate, che d'estate, quando l'intensità della luce è a tal punto limpida da lasciar captare le tante sfumature di colore che si alternano nel paesaggio circostante.
Per meglio promuovere le potenzialità del territorio aquilano, e di quello regionale come set cinematografico, è stata istituita nel 2001 l'Associazione culturale no profit Abruzzo Film Commission. Promossa con l'intento di supportare e garantire le produzioni cinematografiche, televisive e multimediali con una serie di servizi volti ad agevolare il loro lavoro sul territorio, questa struttura rappresenta oggi un prezioso punto di riferimento per tanti registi.
L'austerità delle montagne aquilane, tante volte immortalata in film e documentari, ha certamente influenzato la storia e l'economia di questa terra, ma ha anche regalato alle genti locali un carattere caparbio, capace di mantenere intatte le tradizioni. Inoltre, il forte senso di appartenenza al territorio unito al profondo rispetto dello stesso, ha portato alla istituzione, nel 1991, del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Considerato uno dei parchi più vasti d'Europa, comprende una superficie di 150.000 ettari che abbraccia la catena montuosa del Gran Sasso, il massiccio della Laga (da dove nasce il fiume Aterno, il principale del territorio) e i Monti Gemelli a cavallo delle province di L'Aquila, Teramo, Pescara, Ascoli Piceno e Rieti.
Soprannominato anche il gigante dell'Appennino, il Gran Sasso d'Italia si scala con fatica lungo sentieri che ne scoprono la tormentosa geologia. Le sue creste frastagliate culminano nei 2912 metri del Corno Grande, un totem carsico che sovrasta un paesaggio insolitamente alpino. Questa montagna, scolpita da canaloni, da cime frastagliate e pareti verticali, regala agli escursionisti uno scenario mozzafiato e un silenzio irreale.
Le splendide conformazioni di roccia calcarea conferiscono al versante orientale del massiccio un volto decisamente dolomitico. Altrettanto unico è il versante occidentale. Presenta altipiani estesi, forme essenziali profondamente modellate dall'erosione degli antichi ghiacciai e ampie distese coperte da praterie che caratterizzano il solenne paesaggio di Campo Imperatore, una pianura che si estende per circa 80 Kmq, avvolta da una forte luminosità e da un emozionante silenzio, tanto da meritarsi l'appellativo di "piccolo Tibet" dallo scrittore Fosco Maraini.
Il Gran Sasso d'Italia non ha solo la vetta più alta degli Appennini, ma è anche la montagna dei paesaggi più amati da tanti poeti e scrittori. È la montagna che nei tramonti di fuoco sembra addolcire i suoi profili, confondendosi nelle mille sfumature della sera. Così descriveva il Gran Sasso la scrittrice aquilana Laudomia Bonanni, in un passo tratto dal Breviario del Gran Sasso, Antologia a cura di Errico Centofanti, ed. Un cuore rosso del Gran Sasso, 2005, pag. 133:
Aver avuto all'orizzonte, in ogni stagione e tanto a lungo (buona parte della vita) la distesa montuosità del Gran Sasso, è stato un privilegio che sempre rimpiango. Ancora mi capita di alzare gli occhi alle finestre e credere di ritrovarlo in cielo. Lo conoscevo (o presumevo di conoscerlo) in tutti gli aspetti, con una domesticità datata dall'infanzia. Innevato, con quel rosa oleandro dei tramonti, o il grigio della roccia nuda nella piena estate, sottile aereo come un polverio argenteo, o la cuticagna boscosa delle pendici e i marezzi dei pascoli [...] È il Gran Sasso della memoria [...].
(Il Gran Sasso della Memoria)
Lo splendore di questa montagna colpì anche Papa Giovanni Paolo II, che più volte - sia in modo ufficiale che privatamente - è venuto sul Gran Sasso. Tanto che, per ringraziare il Pontefice di tanto onore, nel gennaio 2005 la Giunta Comunale dell'Aquila decise di intitolargli una vetta, che oggi porta il nome di "cima Giovanni Paolo II". Al percorso che la raggiunge dalla chiesetta di San Pietro della Ienca (dove il Santo Padre si era ritirato alcune volte in preghiera), un borgo dalle connotazioni straordinarie, immerso nel verde della zona cosiddetta del Vasto, è stata invece attribuita la denominazione "sentiero Papa Wojtyla".
Gli Altopiani del Gran Sasso rappresentano, inoltre, il luogo ideale per praticare gli sport all'aria aperta, a contatto con una natura ancora incontaminata.
Gli impianti di risalita di Campo Imperatore fanno parte del comprensorio sportivo del Centro Turistico Gran Sasso Spa, una delle stazioni turistiche invernali più alte d'Italia con i suoi oltre 2.000 metri, dove è possibile praticare, oltre allo sci da discesa, allo sci da fondo escursionismo e all'alpinismo, anche lo snowboard. Altrettanto divertenti sono le "ciaspolate" che, a differenza degli sci, non richiedono l'apprendimento di particolari tecniche di progressione e permettono quindi a tutti di ammirare la magia della montagna d'inverno, al di fuori degli impianti di risalita e del turismo di massa. Le escursioni con le racchette da neve (ciaspole) vengono organizzate in totale sicurezza grazie alla preziosa collaborazione del CAI - Sezione dell'Aquila e dagli accompagnatori di media montagna.
Stazione sciistica di Campo Imperatore
Un'altra disciplina da praticare nel meraviglioso scenario di Campo Imperatore è il Nordic Walking o "camminata con i bastoncini". Considerato un nuovo sport, sta diventando sempre più popolare tra gli sportivi e gli amanti della vita all'aperto quale allenamento estivo per sviluppare resistenza, forza e fitness. La caratteristica principale di questa nuova disciplina è quella di camminare con i bastoncini, simulando il passo alternato del fondo, che risulta essere meno impegnativo della corsa ma più efficace della semplice camminata, poiché il movimento coinvolge le braccia, le spalle ed i muscoli del tronco. È l'esercizio perfetto per raggiungere un buon benessere fisico senza affaticare le articolazioni, ideale per chi vuole iniziare a praticare un po' di sport, per chi vuole mantenersi in forma, per chi vuol perdere peso, per gli anziani. Insomma uno sport per tutti.
La complessa orografia della regione, ricca di rilievi, garantisce le condizioni ideali per la pratica del volo libero: aliante, parapendio e deltaplano. Sport che non inquinano l'ambiente e l'atmosfera, perché trovano nell'energia dell'aria e del vento il loro motore. Il Gran Sasso offre molteplici opportunità agli appassionati del volo libero; questi avranno solo l'imbarazzo della scelta, poiché alle pendici del Gran Sasso ci sono molteplici luoghi (la zona di Montecristo, il Monte la Selva sulla strada per Rocca Calascio e così via) da dove poter decollare per immergersi poi nell'aria frizzante di un paesaggio ricco di natura e di storia.
Un territorio così variegato, oltre ad essere scenario ideale di film, di documentari e spot televisivi, costituisce anche la rigogliosa cornice di un ricco patrimonio architettonico: incantevoli borghi medievali, suggestivi insediamenti, monastici ed austeri castelli. Un'architettura civile e religiosa che spazia dal romanico al barocco, passando per il gotico ed il neoclassico.
Un sali e scendi di stradine, vicoli e splendidi scorci condurranno il turista alla scoperta della città dell'Aquila. I palazzi, le chiese ed i monumenti conservano tutt'oggi una particolare bellezza, impreziosita dall'indiscusso interesse storico ed artistico che ognuno di essi tramanda. Dalla basilica di Santa Maria di Collemaggio a quella di San Bernardino da Siena, dalla Fortezza Spagnola alla Fontana delle 99 Cannelle, dalla Torre di Piazza Palazzo, custode gelosa della Bolla del Perdono di papa Celestino V (che, nel 1294, istituì il primo Giubileo universale della storia), alle quattro chiese capoquarto - Santa Giusta, Santa Maria Paganica, San Marciano e San Pietro -, lo sguardo rivive la storia di una città che, nonostante il dominio straniero, francese e spagnolo, ha saputo mantenere intatta, esattamente il forte senso di appartenenza al territorio, come recita lo stemma cittadino IMMOTA MANET.
A cura dell'Ufficio Promozione Turistica del Comune dell'Aquila
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