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Consiglio comunale: via libera al consuntivo 2013; nuove disposizioni per la riqualificazione urbana del centro storico; all'Asm la gestione dei rifiuti

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26-06-2014
Consiglio comunale: via libera al consuntivo 2013; nuove disposizioni per la riqualificazione urbana del centro storico; all'Asm la gestione dei rifiuti
 

Il Consiglio comunale ha approvato, con 15 voti favorevoli e 7
contrari, il Rendiconto di gestione, per l’esercizio 2013, dell’ente
comunale. Dalle risultanze emerge un avanzo di amministrazione di
circa 26 milioni 600mila euro, “da destinare in via prioritaria – come
ha dichiarato l’assessore al Bilancio Lelio De Santis, che ha
illustrato la delibera – al pagamento di debiti fuori bilancio e per
far fronte a passività pregresse”.
Prima della proposta deliberativa contenente il Rendiconto l’assemblea
aveva discusso e approvato i relativi atti propedeutici, vale a dire
il Rendiconto di Gestione del Centro servizi anziani (Csa), ente
strumentale del Comune dell’Aquila e i Conti degli Agenti contabili.

Nuove disposizioni per la riqualificazione urbana del centro storico
Via libera del consiglio all’atto deliberativo, illustrato in aula
dall’assessore alla Ricostruzione e alla Pianificazione Pietro Di
Stefano, contenente “Disposizioni e criteri interpretativi per la
riqualificazione urbana del centro storico”.
“Si tratta di un atto deliberativo – ha spiegato l’assessore Di
Stefano – volto a favorire la riqualificazione del centro storico del
capoluogo e, nello stesso tempo, a fornire agli uffici competenti un
utile strumento per lavorare in maniera più snella, efficace ed
efficiente. Abbiamo chiesto più volte – ha proseguito l’assessore –
norme certe cui fare riferimento. Non le abbiamo avute e, pertanto,
abbiamo deciso di provvedere da soli, nell’interesse dei cittadini e
del processo di ricostruzione”.
“Il Piano regolatore generale – si legge in delibera – prevede, nel
tessuto storico del capoluogo, due distinti ambiti, quelli che
prevedono interventi di restauro conservativo e quelli che prevedono
invece interventi di risanamento. Nel primo caso sono previsti la
conservazione integrale e il ripristino dei valori originari, nel
secondo la conservazione o il ripristino degli elementi esterni, ossia
pareti e coperture, nel loro insieme. In entrambi i casi viene
asserita la possibilità di effettuare interventi di ripristino
dell’intero involucro dell’edificio previa demolizione. Il Consiglio
comunale aveva già fornito un’interpretazione in merito, nel 2011,
ribadendo che l’esigenza della demolizione debba essere
dettagliatamente documentata, o determinata da esigenze statiche, e
solo per ricostruire edifici fedelmente simili a quelli esistenti. In
coerenza con tale interpretazione – prosegue il testo della delibera –
al fine di garantire la valorizzazione del tessuto urbano storico e
l’innalzamento dei livelli di sicurezza dell’edificio, gli interventi
nel centro storico del capoluogo devono prevedere la conservazione o
il ripristino integrale dei volumi esistenti e dei principali elementi
architettonici e, specificamente, dovranno preservare la
configurazione architettonica, la copertura originaria, gli elementi
tipologici originari, come ingressi su strada, androni e porticati,
volte e solai originari, oltre a numero, tipo, collocazione e
dimensioni delle aperture e degli elementi decorativi. Sono ammesse
variazioni alla struttura portante, utilizzando tecniche compatibili
con quelle originarie, in ossequio alle conoscenze antisismiche, nei
casi di demolizione e ricostruzione di parti crollate, condizioni di
danno o vulnerabilità certificati e superamento del limite di
convenienza economica. Consentito altresì il superamento delle
barriere architettoniche. Stante, inoltre, la possibilità, per il
Comune dell’Aquila, di introdurre specifiche disposizioni volte alla
demolizione e alla ricostruzione di edifici in cemento armato o
comunque ritenuti incongrui, la relativa ricostruzione può prevedere
nuove soluzioni tipologiche costruttive, in ossequio alle attuali
conoscenze antisismiche, sempre nel rispetto del carattere storico. Il
Comune, in particolare, favorisce interventi volti alla
riqualificazione dell’abitato e ad un più corretto inserimento
dell’edificio nel contesto storico di appartenenza, sempre in coerenza
con gli indirizzi forniti dal Piano di Ricostruzione e nel rispetto
della coerenza storico architettonica, da valutare congiuntamente con
la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici”.
Approvato un emendamento, presentato dal consigliere Vincenzo
Vittorini, capogruppo di L’Aquila che Vogliamo, finalizzato a
introdurre nel testo della deliberazione indicazione precise e
stringenti circa l’obbligo di innalzare i livelli di sicurezza
sismica. “Un parametro che – ha aggiunto l’assessore Di Stefano –
verrà inserito anche nel nuovo Regolamento edilizio”.

Sì alla fibra ottica nei progetti di ricostruzione pubblica
Il Consiglio comunale ha approvato la mozione, presentata a sua volta
dal consigliere Di Cesare, con la quale si impegna l'amministrazione a
prevedere, in tutti i progetti di ricostruzione pubblica, laddove si
debba procedere alla sostituzione edilizia o a interventi strutturali
importanti, la predisposizione del cablaggio in fibra ottica degli
edifici stessi, “fino alle singole unità immobiliari”. Impegna inoltre
l’Amministrazione a modificare il Regolamento comunale, prevedendo
tale obbligo anche per la ricostruzione privata. Il Consiglio comunale ha successivamente approvato la proposta deliberativa riguardante l’assenso a costruire, al confine con la proprietà
comunale, in un terreno situato nella frazione di Paganica, dove è
stato realizzato un fabbricato, ad uso non residenziale, per
sostituire il magazzino della farmacia della stessa proprietà, ubicato
nella zona rossa della frazione e pertanto inaccessibile, ai fini di
garantire il funzionamento della farmacia stessa. La superficie del
fabbricato è pari a circa 100 metri quadri e l’indennizzo da
corrispondere al Comune è pari a 4mila euro.
Voto favorevole dell’assemblea anche all’atto contenente
l’annullamento, in via di autotutela, di due delibere assunte dal
commissario ad acta, nominato dal Tar, riguardo a richieste di
variazioni urbanistiche.
Entrambe le proposte sono state presentate dall’assessore alla
Pianificazione Pietro Di Stefano.

Confermato l'affidamento della gestione dei rifiuti all'Asm
Il Consiglio comunale ha infine deliberato (15 voti favorevoli, 4 contrari,
4di astensione) l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti
urbani e di igiene urbana all'Aquilana società multiservizi (Asm), per
la durata di due anni (2014-2015). In particolare le attività oggetto
dell'affidamento, regolato da apposita convenzione, riguardano la
raccolta dei rifiuti urbani, lo spazzamento delle aree pubbliche e il
trasporto e lo smaltimento dei rifiuti. Per i servizi affidati il
Comune corrisponderà alla società un corrispettivo annuo di importo
non superiore a 14 milioni 500mila euro, inclusivi dell'Iva.
La proposta deliberativa è stata presentata dal sindaco Massimo
Cialente, che detiene la delega alle società partecipate.
Via libera del Consiglio, all'unanimità, anche al riconoscimento del
debito fuori bilancio, per complessivi 453mila 580 euro, relativo alla
sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila, confermata dalla Corte di
Cassazione, in favore del "Consorzio oer la costruzione di case di
abitazione per i soci delle Cooperative edilizie dell'Aquila", che
riconosce al Consorzio stesso la proprietà dei terreni.

L'Assessore De Santis: "In regola i conti del Comune"
In merito all'approvazione del consuntivo 2013, l'Assessore alle Finanze, Lelio De Santis, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Il Consiglio Comunale ha approvato il Rendiconto della Gestione per l’esercizio finanziario 2013 dell’Ente Locale, dalle cui risultanze emerge una consistenza dell’avanzo di amministrazione disponibile di
oltre 26,6 milioni di euro, da destinare in via prioritaria al
pagamento di debiti fuori bilancio e di passività pregresse.
La chiusura delle relative operazioni contabili è stata regolarmente
assicurata, nonostante le competenti Autorità centrali abbiano
provveduto a quantificare erroneamente il trasferimento in favore del
Comune dell’Aquila, a titolo di Fondo di Solidarietà Comunale per
l’esercizio 2013, inizialmente stimato nell’importo di 6 milioni di
euro, nella minore somma di 1,9 milioni di euro, e questo soltanto nel
mese di novembre, con le conseguenti criticità legate alla regolare
chiusura delle operazioni contabili di fine anno.
Si evidenzia altresì, oltre all’introduzione della Tares, avvenuta nel
2013 nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge, e con modalità
che hanno consentito di confermare in sede consuntiva la correttezza
delle previsioni del relativo gettito rispetto ai valori stimati in
via aprioristica, l’importante attività di recupero dell’evasione
tributaria, totale o parziale, condotta principalmente nel secondo
semestre. Attività che ha consentito l’emissione di oltre 4mila avvisi
di accertamento, per un importo complessivo pari ad oltre 2,9 milioni
di euro, parte dei quali riferibili a nuove posizioni contributive ed
a maggiori superfici a fini Tares per più di 170mila metri quadri. Si
tratta, dunque, di benefici che continueranno a produrre effetti anche
per gli esercizi successivi, rispondendo peraltro anche a criteri di
equità.
A tale riguardo, si sottolinea l’avvenuta patrimonializzazione dei
Moduli Abitativi Provvisori (Map), che va ad aggiungersi
all’acquisizione degli immobili del Progetto Case, varata
nell’esercizio 2012, e che vede incrementare sensibilmente il
patrimonio dell’Ente Locale.
Non può non evidenziarsi, da ultimo, che nel corso dell’esercizio 2013
si è provveduto a disporre il discarico del 60 per cento della Tarsu,
per il periodo di sospensione post sisma e per le somme iscritte nei
ruoli formati nel medesimo periodo, prevedendo la restituzione della
tassa, in favore dei contribuenti che hanno versato somme a detto
titolo dal 2012, per un importo complessivo pari a circa 519 mila euro.
Si segnala, infine, che il Comune dell’Aquila non ha previsto nei
confronti dei contribuenti alcun saldo a fini Imu, relativamente
all’abitazione principale, per l’esercizio 2013, non avendo
incrementato la relativa aliquota rispetto alle annualità precedenti".
 

 


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