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"Giardini di pietra", un libro sul cimitero monumentale dell'Aquila. Domani, 20 aprile, la presentazione

notizia
19/04/2022

Mercoledì 20 aprilealle 17:30all’Aquila, all’Auditorium del Parco, sarà presentato il libro “Giardini di pietre. Il Cimitero Monumentale dell’Aquila” (Textus Edizioni), scritto dalle professoresse dell'Università degli studi dell'Aquila Carla Bartolomucci (docente di Restauro Architettonico) e Simonetta Ciranna (docente di Storia dell’Architettura). 

Il volume è l’esito di un lavoro di ricerca avviato nei laboratori progettuali di Storia dell’Architettura e di Restauro architettonico presso il corso di laurea magistrale in Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi dell’Aquila, in accordo di collaborazione con il Settore Ricostruzione Pubblica e Disability Manager del Comune dell’Aquila.

Alla presentazione interverranno le professoresse Carla Bartolomucci e Simonetta Ciranna, il rettore UnivAQ Edoardo Alesse, il direttore del DICEAA (Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile-Architettura e Ambientale) Pierluigi De Berardinis, Maurizio Capernaprofessore ordinario di Restauro architettonico all’Università Sapienza di Roma, e il vice sindaco del Comune dell’Aquila Raffaele Daniele.

 Il libro

 Il Cimitero Monumentale dell’Aquila è un luogo simbolico e denso di memorie che esprime materialmente – attraverso le sue architetture e i manufatti artistici in esso contenuti – la storia della città negli ultimi due secoli e allo stesso tempo ci interroga sul nostro rapporto con il tempo passato, il presente e il futuro. Esso mostra diverse peculiarità e motivi di interesse dal punto di vista sia culturale (storico, artistico, architettonico, memoriale, identitario) sia paesaggistico per il suo rapporto con la città storica e il contesto territoriale in cui essa è sorta.

Un luogo che stenta ad essere percepito come monumentale, se a questo termine si associa l’idea di un oggetto da esibire nelle occasioni di rappresentanza o da offrire alla promozione turistica.Eppure, nonostante le criticità conservative, esso si presenta come uno speciale spazio di quiete, un ‘giardino del silenzio’ dai molteplici significati; un luogo emblematico in cui i segni del tempo mostrano efficacemente il loro significato e non hanno motivo di essere considerati come qualcosa da nascondere o rimuovere. Un luogo ideale per riflettere sul senso del tempo che simultaneamente distrugge e conserva, quindi per ragionare sulle modalità più appropriate per intervenire in contesti storici e monumentali.

 

 

 

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