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Servizi pubblici essenziali, Biondi incontra i sindaci del Pescarese: "Restituire ai territori capacità di scelta su acqua e rifiuti"

comunicato
20/04/2026

Prosegue il confronto con i sindaci abruzzesi sulla definizione dei criteri di riforma dei sistemi di gestione dei servizi pubblici essenziali, a partire dalla raccolta dei rifiuti e dal servizio idrico. Il presidente di Anci Abruzzo e dell’Agir, Pierluigi Biondi, ha presieduto oggi a Pescara una riunione con i sindaci del territorio pescarese nell’ambito del percorso di ascolto e condivisione finalizzato a portare i territori a esprimere alla Regione le proprie determinazioni.

Al centro dell’incontro, la necessità di costruire un modello organizzativo che restituisca ai sindaci un ruolo pieno e concreto nelle scelte che riguardano beni fondamentali per le comunità, superando frammentazioni che nel tempo hanno reso più complessa la governance di servizi così delicati.

“Il punto da cui partire – ha dichiarato Biondi – è molto semplice: quando c’è un problema con l’acqua o con i rifiuti, i cittadini si rivolgono al sindaco. Per questo è giusto che siano i sindaci, all’interno di ambiti chiari e funzionali, ad avere voce e responsabilità nelle decisioni che riguardano questi servizi essenziali”.

La riflessione sugli ambiti è stata sviluppata cercando di armonizzare, per quanto possibile, il tema dei rifiuti con quello del servizio idrico, così da ricondurre a un quadro più coerente competenze e prerogative. Per quanto riguarda il servizio idrico, resta aperto il tema della forma organizzativa più efficace, anche su base regionale, rispetto alla quale i sindaci intendono acquisire pieno protagonismo nel dibattito.

“È vero che i sindaci rappresentano interessi territoriali – ha aggiunto Biondi – ma è altrettanto vero che hanno il senso di responsabilità, la capacità e l’intelligenza per individuare le forme migliori attraverso cui far funzionare questi servizi essenziali. Proprio per questo devono tornare al centro del confronto”.

Nel corso della riunione è stato ribadito che non esiste alcun disegno di privatizzazione mascherata dei servizi pubblici. “Nessuno mette in discussione il valore degli affidamenti pubblici – ha sottolineato Biondi – Il perimetro dentro cui ci muoviamo è quello stabilito dalla legge. In questi anni, anche attraverso gli accordi con i sindaci e le gare ponte, è stato affrontato con serietà anche il tema delle condizioni dei lavoratori, con particolare attenzione ai contratti applicati e all’equilibrio tra pubblico e privato. Parliamo di numeri significativi, di migliaia di lavoratori in Abruzzo, che devono essere pienamente salvaguardati”.

Il percorso di riforma, è stato evidenziato, dovrà tenere insieme più obiettivi: garantire servizi efficienti, tutelare l’occupazione, assicurare città pulite e contenere i costi di gestione, evitando che l’eccessiva frammentazione si traduca in tariffe non sostenibili per cittadini e famiglie. Un’esigenza avvertita in modo particolare anche nell’area pescarese, reduce da una fase complessa che ha reso ancora più evidente la necessità di assetti solidi ed efficaci.

“È evidente - ha osservato Biondi - che, quanto più si amplia la dimensione del gestore, tanto più occorre individuare contrappesi adeguati, che consentano ai sindaci di non essere tagliati fuori dai processi decisionali”. Biondi ha, inoltre, ricordato che la Regione Abruzzo “ha già stanziato risorse importanti: 375.656.734,88 euro per l’idrico-potabile, 43.054.777,43 euro per il depurativo, 38.300.000,00 euro per i contratti di fiume, 248.874.182,55 euro per l’irriguo e 8.600.000,00 euro per il comparto industriale. Un pacchetto complessivo di 714.485.694,86 euro, che dimostra in modo inequivocabile da che parte stiano la concretezza e la responsabilità istituzionale”.

Al termine del confronto, il presidente di Anci Abruzzo ha annunciato la predisposizione di un documento di indirizzo da parte dell’associazione, con l’obiettivo di fissare alcuni punti condivisi senza entrare eccessivamente negli aspetti tecnici, ma ribadendo con chiarezza la centralità dei sindaci nella governance dei servizi pubblici essenziali.

“Dobbiamo costruire enti d’ambito ottimali – ha concluso Biondi – per assicurare qualità del servizio, equità di trattamento tra i cittadini, sostenibilità economica e standard adeguati. La bussola è una sola: difendere l’interesse pubblico, salvaguardare il lavoro e mettere i sindaci nelle condizioni di decidere davvero”.

 

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