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Compartecipazione, l'Assessore Tursini: "Atto dovuto nel rispetto delle fragilità"

comunicato
13/01/2026

"Con il nuovo regolamento sulla Compartecipazione dei servizi sociali, il Comune dell’Aquila recepisce con atto dovuto le direttive della Regione Abruzzo emanate con DGR 434/2023. Ogni famiglia contribuisce esattamente in proporzione alle proprie reali possibilità. Nell’ottica di salvaguardare il diritto all’assistenza per tutti, la Giunta comunale nel regolamento ha stabilito che la quota massima di compartecipazione sia comunque entro il 30% del costo del servizio, laddove in altre realtà è prevista una compartecipazione pari al 100% dello stesso".

Così l’Assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, Manuela Tursini, interviene per fare chiarezza e rispondere alle preoccupazioni sollevate recentemente a mezzo stampa.

Il regolamento prevede che numerosi servizi rimangano totalmente gratuiti e privi di condizionamenti legati al reddito Isee (gli interventi essenziali a favore dell'infanzia e dell'adolescenza, l'assistenza educativa domiciliare, i servizi di accoglienza residenziale e semiresidenziale, gli incontri protetti e l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità). Gli altri servizi hanno coefficienti di partecipazione alla spesa tra i più bassi, al fine di assicurare ai nuclei in difficoltà l’esonero dalla compartecipazione. Per i cittadini con un Isee fino a 8.000 euro, l'accesso ai servizi rimane completamente gratuito, garantendo il diritto universale all'assistenza e tenendo conto delle difficoltà finanziarie dei più bisognosi. Tra gli 8.000 e i 36.000 euro di Isee sono previste percentuali crescenti secondo un criterio di progressione lineare, ma sempre nel limite della quota massima pari al 30%. Pertanto, anche per Isee superiori a 36.000 euro si applica la compartecipazione massima del 30% del costo del servizio.

"Siamo stati tra gli ultimi comuni della Regione Abruzzo a adottare la delibera della Giunta regionale contenente le linee guida per la compartecipazione ai servizi sociali. I regolamenti di compartecipazione sono stati adottati da quasi vent’anni a livello nazionale (Emilia-Romagna, Toscana) e individuano criteri simili per la compartecipazione alla spesa sociale” dichiara l’assessore.

“Il regolamento del Comune dell’Aquila, così come voluto dalla Regione Abruzzo ha lo scopo di uniformare sull’intero territorio regionale la modalità di accesso ai servizi. Il rispetto delle regole è condizione imprescindibile per un Ente. Nello specifico si garantisce a tutti l’accesso ai servizi secondo un principio di equità costituzionale di capacità contributiva. Al contrario, attraverso una uguale ripartizione tra i beneficiari si creerebbe un danno alle fasce economicamente più deboli. Ribadisco che, dove questa Amministrazione ha potuto esercitare la propria discrezionalità, lo ha fatto rispettando i ceti meno abbienti con criteri di compartecipazione molto bassi. Anche per Isee superiori alla soglia dei 36.000 euro, nel rispetto delle fragilità di tutti gli aventi diritto, l’Amministrazione ha scelto di considerare un costo pari al 30 per cento della spesa, non applicando il 100 per cento dell’intero importo. Un’attenzione che si riflette chiaramente anche sui servizi a domanda individuale: il Comune dell’Aquila per la mensa scolastica e per le rette degli asili nido applica le tariffe più basse della Regione Abruzzo. In altri comuni capoluogo di Provincia come Teramo e Chieti le tariffe sono pari al doppio di quelle applicate dal Comune dell’Aquila (le tariffe massime per la mensa scolastica, ad esempio, in questi comuni, arrivano anche ad importi pari ad euro 5.88, rispetto ad euro 2.88 del Comune dell’Aquila; per gli asili nido, le rette a carico dell’utente sono di importo molto elevato rispetto a quelle applicate dal nostro Comune). È evidente che l’Amministrazione Biondi agisce con azioni tangibili a favore delle famiglie e dei più fragili. Le polemiche di alcuni esponenti dell'opposizione risultano infondate, fuorvianti e strumentali. L’attenzione e l’applicazione delle normative che gli enti locali sono tenuti a rispettare, rappresentano principi imprescindibili che non possono essere richiesti a fasi alterne. Il rigore e la serietà che guidano la nostra azione amministrativa sono prioritari e si traducono in scelte politiche consapevoli di aiuto nei confronti della comunità. Il resto sono solo slogan per distogliere dall’inderogabile applicazione di normative a cui siamo tenuti e dalle azioni concrete e reali a favore delle fasce più deboli" conclude l’assessore Tursini.

 

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