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Ricostruzione chiese, tavolo in prefettura con le istituzioni territoriali. Biondi: "Situazione critica. I comuni devono tornare al centro del processo"

comunicato
28/01/2026

“I Comuni devono tornare a essere centrali nei processi di ricostruzione pubblica, soprattutto nel caso delle chiese. E non solo per il valore monumentale e per la quantità di edifici compromessi ancora presenti sul territorio, ma soprattutto per il valore identitario e sociale che rappresentano per le comunità locali”.

È questo il messaggio chiave del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, intervenuto stamani alla riunione del tavolo prefettizio dedicato proprio alle chiese del cratere 2009, convocato dal prefetto Vito Cusumano, con la partecipazione degli Uffici speciali per la ricostruzione, Usra e Usrc, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e dei sindaci di alcuni Comuni - Acciano, Barisciano, Capitignano, Caporciano, Castel del Monte, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Amiterno, Goriano Sicoli, Prata D’Ansidonia, Rocca Di Mezzo, San Demetrio, Sant’Eusanio Forconese, San Pio delle Camere, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Villa Sant’Angelo.

Un confronto istituzionale nel quale è stato riconosciuto unanimemente uno stato di forte criticità e “l’urgenza di riorientare il modello di governance della ricostruzione, riportando in capo agli enti locali, – affiancati dagli Uffici speciali, ha suggerito Biondi – la regia degli interventi oggi frammentati tra più amministrazioni dello Stato.

“Assoggettare le chiese alla ricostruzione pubblica è stata una scelta sbagliata – ha precisato ancora il sindaco - Infatti, l’affidamento a soggetti terzi non ha prodotto i risultati attesi. Oggi esistono le condizioni per restituire centralità ai Comuni, in stretta sinergia con gli Uffici speciali per la ricostruzione, per superare le inefficienze e accelerare concretamente gli interventi, come peraltro sta avvenendo già all’Aquila. A partire dalla riacquisizione degli interventi sul Teatro comunale, sul San Filippo, sulla Giovanni XXIII, sul complesso di Santa Teresa”.

“Negli anni è cambiato profondamente il quadro normativo e organizzativo – ha spiegato ancora il primo cittadino abruzzese – Gli Uffici speciali sono diventati strutture solide, gli enti locali sono stati rafforzati, sono intervenute stabilizzazioni di personale, innesti di competenze, strumenti straordinari legati anche al Pnrr”.

“Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di guardare ai risultati. Le recenti modifiche normative che consentono di individuare soggetti attuatori diversi rappresentano un’opportunità che va colta per superare un impianto che non ha funzionato”.

“Quando abbiamo ripreso in mano i procedimenti – penso alle scuole, agli edifici pubblici, a molti interventi sulle frazioni – non solo abbiamo riattivato le procedure, ma siamo andati in gara, abbiamo superato i nodi tecnici e finanziari, ottenuto le autorizzazioni e oggi siamo in fase avanzata o di completamento dei lavori. È la dimostrazione che un altro modello è possibile”.

Nel ringraziare il prefetto dell’Aquila per aver accolto la richiesta di convocazione del tavolo, il sindaco ha sottolineato l’importanza del ruolo della Prefettura nel rapporto con le amministrazioni centrali.

“Con i colleghi sindaci, abbiamo chiesto al prefetto di essere alleato e riferimento forte: il tavolo prefettizio rappresenta il primo passo di un percorso strutturato che punta a ridefinire assetti, competenze e priorità, con l’obiettivo di sbloccare interventi fermi da anni”, conclude Biondi che ha ricordato come nessuno degli edifici pubblici la cui ricostruzione fu affidata a un ente statale, è stata portata a conclusione, dal 2009.

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