Sezione salto blocchi

Registrati ai servizi APP IO e ricevi tutti gli aggiornamenti dall'ente
APP IO

6 aprile 2026, Basilica di Santa Maria di Collemaggio: il discorso del Sindaco Biondi

comunicato
06/04/2026

La Risurrezione - evento culminante della narrazione dei Vangeli e fondamento della nostra cultura - con il Venerdì Santo e il lunedì dell’Angelo rappresentano la nostra memoria, fatta di fede ma anche di gioia nella rinascita 

Diciassette anni fa era un lunedì, c’era il sole come oggi, il giorno prima avevamo celebrato la Domenica delle Palme.

Diciassette anni fa c’era chi scavava tra le macerie, chi vagava smarrito con una coperta sulle spalle, altri provavano l’impresa quasi impossibile di telefonare, qualcuno guardava sconsolato la polvere che copriva il centro storico chiedendosi se avrebbe mai avuto una vita nuova… il tempo era sospeso tra dolore e sconforto.

Che vi guidi il coraggio di continuare a sperare senza cedere allo sconforto”, ci benediceva così papa Benedetto XVI, il 9 aprile di quell’anno, per poi ripetere quel gesto santo qualche giorno dopo quando, contro ogni previsione, varcò la Porta Santa di Collemaggio, sfidando le macerie, per andare incontro a Celestino V e scaldare i cuori dei Vigili del Fuoco, delle donne e degli uomini della Protezione civile e dei fedeli in un abbraccio tra il divino e l’umano.

La volontà di continuare era ed è in ogni volto incontrato lungo questi anni e che oggi ci vede insieme in questa basilica, che Papa Celestino V volle edificare e che è stata restituita in tutta la sua magnificenza ai fedeli nel dicembre del 2017.

Celestino, la Bolla del Perdono e la Perdonanza, sono parte integrante e viva del percorso che ha portato L’Aquila ad essere Capitale Italiana della Cultura 2026, quale territorio che ha saputo resistere e che oggi è in piena rifioritura.

Tuttavia, non possiamo celebrare la nostra rinascita chiudendo gli occhi su ciò che accade oltre le nostre montagne, dove si addensano nubi che oscurano l'orizzonte, per volontà delle grandi potenze e del loro disegno che sta causando morte, distruzione e macerie.

Noi aquilani sappiamo cosa significa veder crollare il proprio mondo in una notte, conosciamo l’odore della polvere e il peso dell'incertezza.

 Proprio per questo, la nostra voce deve farsi sentire, forte dell’investitura di Papa Francesco a “Capitale del perdono, della pace e della riconciliazione”: è questa una missione che non va derubricata al momento-evento, ma va portata avanti con consapevolezza.

In un’epoca di frammentazione e di tensioni, la cultura e la memoria possono essere ponte per la pace.

Ricostruire non è solo aggiustare e alzare pareti, ma anche esaltare l'umanità dimenticata, di cui ci parla questa basilica anche attraverso le armonie che stiamo per ascoltare: la bellezza dell’arte è la nostra risposta al disordine del mondo.

Le voci della Cappella Musicale Pontificia Sistina - che ringrazio per questo dono straordinario - sotto la direzione di Leonardo De Amicis e con il racconto di Daniele Pecci, trasformeranno la Basilica di Collemaggio in un centro di gravità spirituale.

La loro musica non è solo un omaggio ai 309 angeli del 6 aprile 2009, ma un'invocazione a Dio per chi soffre la privazione della pace.

Essere in pace con il dolore, significa trasformare la nostra cicatrice in una “finestra” come quella che scovò tra le nuvole il pilota dell’elicottero che portava Papa Francesco all’Aquila, così da guardare il mondo con compassione e coraggio.

Per questo, il nostro, il suo di Papa Francesco, 'Jemo nnanzi', oggi è un incitamento sobrio ma fiero; è il meme di chi non dimentica e non resta fermo.

L’Aquila e il suo territorio, con la forza della nostra storia e la luce della ritrovata bellezza, per essere, per noi e per gli altri, un porto di pace e un orizzonte di speranza.

Buon ascolto.

Argomenti

Condividi