Sezione salto blocchi

Registrati ai servizi APP IO e ricevi tutti gli aggiornamenti dall'ente
APP IO

Consiglio comunale: l'intervento del sindaco Biondi

comunicato
04/07/2022
Intervento Biondi primo consiglio comunale 2022-20

Di seguito si riporta l’intervento del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, tenuto nel corso della odierna seduta di insediamento del Consiglio comunale. 

 

“Ribadisco il mio ringraziamento alla cittadine e ai cittadini aquilani, alle istituzioni presenti qui oggi, ai deputati e parlamentari aquilani per la loro presenza e soprattutto per la vicinanza che dimostrano, non tanto verso la mia persona, ma verso l’istituzione del Comune dell’Aquila. Ho diversi elementi che mi rendono particolarmente felice, a partire dalla composizione dell’assise municipale, che mai come in questa consiliatura ha visto un così alto numero di donne presenti sugli scranni del Consiglio. Sono certo che la loro determinazione e il loro pragmatismo saranno un elemento essenziale per il prosieguo dell’attività politica. Quando sono stato eletto, cinque anni fa, ero il sindaco più giovane mai eletto a L’Aquila. Oggi vedo tra questi banchi oltre la metà dei componenti dell’assise civica e della giunta che sono più giovani di me. Da un lato è il segno di un cambio di passo importante, dall’altro ci fa ben sperare perché molte delle persone che sono sedute al mio fianco hanno già un’esperienza consolidata e una strutturazione politica che sicuramente li renderà adeguati al governo cittadino. Voglio ringraziare Stefania Pezzopane e Americo Di Benedetto: è stata una campagna elettorale anomala, funestata dalla tragica vicenda del piccolo Tommaso che ha richiamato tutti a quella sobrietà che dovremmo sempre esercitare nelle funzioni per cui siamo stati eletti. Ho avuto l’onore di confrontarmi con due persone di cui non si può disconoscere l’autorevolezza, il percorso politico, la capacità di rappresentare dei pezzi importanti di città e di presentare proposte concrete. L’Aquila è una città molto complessa, i problemi ci sono, una buona parte di essi sono stati affrontati e risolti, altri ne restano da affrontare e da risolvere. Un obiettivo raggiungibile solamente se al di là delle appartenenze politiche si riuscirà a dar vita a quella compattezza istituzionale che si è plasticamente manifestata con l’elezione all’unanimità del presidente del Consiglio comunale, Roberto Santangelo, cui formulo i migliori auguri. L’Aquila ha bisogno sostanzialmente di due elementi che la caratterizzano, il primo è l’amore per quello che si fa ed è per questo che io sarò molto esigente innanzitutto con me stesso e in secondo luogo con i componenti della giunta i quali dovranno spendere ogni minuto del loro tempo per cercare di dare risposte alle istanze che arriveranno dagli aquilani. Dovranno farlo con la stessa passione e determinazione, con lo stesso senso pratico di coloro che li hanno preceduti. A coloro che già provengono dall’esperienza precedente chiedo di proseguire con lo stesso impegno. Chiedo al Consiglio comunale di affiancare questo percorso di ricostruzione della comunità aquilana con spirito critico, senza pregiudizi e nel rispetto dei ruoli che la città ci ha voluto assegnare. Credo che attraverso il lavoro del Consiglio comunale si possano prendere decisioni importanti per la prospettiva della città. L’Aquila è stata continuamente sotto emergenza e ogni mandato consiliare è stato determinante. I cinque anni trascorsi ce lo ricordano, siamo partiti con una prospettiva poi, all’inizio del 2020, ci siamo ritrovati a dover fare i conti con la più grande tragedia sanitaria dell’ultimo secolo, abbiamo dovuto riconsiderare il nostro lavoro, riorganizzare la macchina amministrativa, ripensare le priorità. Abbiamo anche capito quanto sia fragile il nostro sistema pubblico dopo anni di attacchi ingiustificati e indiscriminati che ne hanno disarticolato la filiera di governo dei territori e ne hanno depotenziato la capacità di saper dare risposte ai problemi delle persone. Successivamente siamo costretti a fare i conti con conflitto bellico che ci ha portati a ripensare non soltanto la nostra vita, ma anche agli strumenti messi a disposizione per superare la pandemia. Ricordiamoci che tutte le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che arrivano sul territorio per due terzi sono a debito e che si innestano sul debito pubblico cresciuto a dismisura negli ultimi anni. Siamo di fronte a un bivio, bisogna rilanciare il sistema paese, aiutarlo a riscoprire le sue vocazioni rafforzandone la capacità manifatturiera e produttiva, lavorare per una sua progressiva autonomia rispetto alle scelte energetiche, potenziare le istituzioni nazionali ed europee in termini di politica estera e di difesa. I comuni hanno il peso gravoso di una quota consistente di risorse per rilanciare la nazione, oppure assisteremo ad un lento declino che ci porterà a scaricare l’indebitamento accumulato sui nostri figli, sui nostri nipoti, in uno scenario che non voglio neanche prendere in considerazione. Gli enti locali in questa dinamica non sono soggetti terzi, ma sono chiamati direttamente a fare la loro parte. Le opportunità che ci sono state concesse dal Fondo complementare del PNRR sono state brillantemente colte e messe in pratica dalla struttura comunale con l’approvazione, nei termini previsti, di tutti i progetti finanziati. Questo mi fa ritenere che il Comune dell’Aquila è una macchina che, seppur con qualche imperfezione, ha finalmente compreso il ruolo assegnatole dai cittadini e dalle cittadine aquilane. Un ringraziamento è doveroso nei confronti di tutto il personale comunale messo costantemente sotto pressione affinché fossero rispettate le scadenze. Il secondo elemento di cui ha bisogno la città dell’Aquila, oltre all’amore, è il rispetto. Non intendo più tollerare nel prossimo quinquennio i ritardi e la mancanza di ascolto che a livello sovraistituzionale si sono generati negli anni passati. Non intendo più fare sconti a nessuno perché nella programmazione delle nuove risorse per la ricostruzione pubblica, per la rigenerazione urbana, per l’edilizia scolastica e per lo sviluppo socio economico la capacità di recepire le nostre istanze dovrà essere adeguata alle esigenze di questo territorio. Sarò esigente e rigoroso così come sono giustamente i cittadini aquilani nei confronti dell’amministrazione attiva, del Consiglio comunale, della Giunta, del sindaco della città dell’Aquila ed esigerò rispetto quando si parla di infrastrutture e di sanità pubblica che purtroppo sconta decenni di tagli indiscriminati ai posti letto e alle scuole di specializzazione. Andremo avanti con la stessa determinazione che abbiamo dimostrato in passato. È la quarta volta che faccio questo giuramento e che indosso questa fascia tricolore, ogni volta è un’emozione nuova perché sento il peso importante del consenso dei cittadini che in questo caso è stato molto ampio. Ma al di là di quel sobrio orgoglio nel leggere un risultato, si avverte tutto il peso delle responsabilità di cui ci si fa carico ogni volta che si indossa questo simbolo, ogni volta che si prende una decisione che riguarda la vita della comunità.  Permettetemi di ringraziare i miei collaboratori, unitamente a tutto il personale del Comune,  che mi hanno supportato in questi anni, i miei amici che hanno saputo consigliarmi, condividere con me momenti difficili e fornire preziosi consigli e la mia famiglia per il costante sostegno nella mia attività istituzionale che spesso mi costringe a stare lontano dagli affetti più cari. Il compito che chiederò ai componenti della giunta, perché avranno ruoli esecutivi importanti, sarà non soltanto di lavorare costantemente ma di essere irreprensibili, come lo sono stati tutti i componenti della precedente giunta. Esiste un limite invalicabile che tutti coloro che si interfacceranno con l’amministrazione incontreranno ed è rappresentato dall’integrità dell’istituzione comunale, che impone imparzialità e attenzione nei confronti di migliaia di persone in questa città che non hanno voce. Ed è quella voce che bisognerà saper ascoltare. Cinque anni fa citai la frase del poeta Pound ‘Il tempio è sacro perché non è in vendita’ e oggi dobbiamo ribadiamo quell’assunto, anche in considerazione del fatto che saremo chiamati a gestire una mole importante di risorse. Il tempio continuerà ad essere sacro e nessuno di noi sarà in vendita”. 

Argomenti

Condividi